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Dialogues - Indirect pronouns

jpaoloni
May 27
6 min read
Two men having a beer during a break in a hardware store.
This is an AI-generated illustration. Content on my blog and channels never is.

Structure: Indirect pronouns.

Function: Replace phrases "a me", "a te", "a lei", "a lui", "a noi", "a voi", "a loro".


1.

(Una donna sulla quarantina deve spedire una lettera. Sta aspettando il suo turno all ufficio postale. Su uno schermo appeso al soffitto, il numero cambia e indica il turno della donna che aspetta in fila.)


Impiegato - Prego, tocca a te.

Donna - (si avvicina allo sportello) Buongiorno, devo mandare una raccomandata.

Impiegato - Hai compilato il foglietto?

Donna - Sì, eccolo qua. Puo mandarmela con ricevuta di ritorno?

Impiegato - Mettimi una firma qua, per favore.

Donna - Scusi, ma ci conosciamo noi?

Impiegato - Non credo. Perché?

Donna - Non lo so, mi da del 'tu' come se fossi sua sorella, abbia pazienza.

Impiegato - Mi scusi tanto. Allora, raccomandata con ricevuta di ritorno per "Lor Signoria". Desiderate altro, Madama?

Donna - Vedo che ha voglia di scherzare. Bene. Allora scherziamo. Anni fa ho investito in buoni fruttiferi presso questo ufficio postale. Per cortesia, mi trovi le informazioni riguardanti i miei buoni. Poi, gentilmente, mi calcoli gli interessi composti, e mi verifichi anche i parametri di emissione dei vecchi buoni.

Impiegato - (Improvvisamente diventa serio e meno sicuro di sé) Ma signora, lei ha intenzione di ritirarli oggi?

Donna - Non lo so. Forse sì, forse no. Devo decidere, e deciderò in base a quello che mi dirà lei.

Impiegato - Capisco, ma devo andare a prenderli. È quasi mezzogiorno e mezzo e c'è una fila che esce dall'ufficio postale, e poi devo fare tutti i calcoli. Se torna domani mattina si potrà fare con più facilità.

Donna - Non si preoccupi. Ho tutto il tempo che mi serve e non ho fretta.

Impiegato - Ma signora, guardi che fila. Questi ci linciano.

Donna - Ma no, cosa dice? Al limite si lamenteranno un po', ma alla fine non succede mai niente.

Impiegato - Signorina, ma se non è sicura di volerli ritirare, non è meglio se ci riflette su per un paio di giorni e poi, in caso, ritorna? Dopodomani ci sarà il mio collega che è molto più afferrato in buoni fruttiferi.

Donna - Mi faccia capire, le è passata la voglia di scherzare?

Impiegato - Signorina, io qua sto lavorando. Non ho mai avuto voglia di scherzare.

Donna - Strano, mi aveva dato un'altra impressione.

Impiegato - Va bene, allora se torna dopodomani, il mio collega le farà vedere...

Donna - Lo facciamo adesso. Li vada a prendere. Grazie.



2.

Giudice - Procuratore, cominci la sua arringa conclusiva.

Pubblico Ministero - Signore e signori della Giuria, come sapete il qui presente imputato, il Signor Nagro, vi ha mentito in maniera costante e consolidata. Lui non ha mentito solo a voi. Il signor Nagro è sposato, ha tre figli, nipoti, fratelli, sorelle, cugini, amici, amiche, genitori anziani, clienti, soci...

Giudice - Procuratore, abbiamo capito. Proceda, che si fa tardi.

Signor Nagro - Le illazioni del Pubblico Ministero, a mio parere, non corrispondono a verità.

Giudice - Avvocato, il momento di parlare il suo cliente lo ha avuto, e francamente non ha fatto una bella figura. Adesso gli dica di stare zitto e di lasciare che il Procuratore Ambrosio finisca la sua arringa. Gli dica anche che se interferisce di nuovo, gli aggiungo un'ammenda di ventimila Euro per oltraggio alla corte e lo faccio sbattere fuori seduta stante.

Pubblico Ministero - Ecco, signore e signori della Giuria. Questo è il signor Nagro. Nagro gli ha raccontato una bugia dietro l'altra a tutti quelli che conosce, inclusa sua moglie. Sì, signore e signori della Giuria. Ha mentito a tutti loro.

Avvocato difensore - A chi ha mentito esattamente?

Giudice - Avvocato, guardi, non interrompa l'arringa e si tenga il sarcasmo per sé, altrimenti faccio sbattere fuori anche lei assieme al suo cliente.

Pubblico Ministero - Grazie, Vostro Onore. Dicevo, il signor Nagro, qui presente in quale imputato, ci ha frodati, imbrogliati, truffati, raggirati, circonvenuti, abbindolati, ingannati, bidonati, ...

Giudice - Ambrosio!

Pubblico Ministero - ...e tutto questo per trarne profitto a danno della società in cui noi tutti, inclusi voi, signore e signori della Giuria, viviamo. Il signor Nagro si è macchiato di una disonestà intellettuale ed etica per cui persino la galera è troppo pulita per un ometto così. Guardatelo, signore e signori della Giuria- è uno sputo di uomo.

Giudice - Procuratore, la avviso, usi dei toni consoni all'aula in cui si trova e alla toga che indossa.

Pubblico Ministero - Mi riesce difficile, signore e signori della Giuria, trovare dei toni più appropriati di questi. Persino i banchi di quest'aula sono disgustati da tale personaggio. Ora sta a voi giudicarlo, signore e signori della Giuria. Ma giudicate bene. Guardatelo bene, il signor Nagro. Un'ometto la cui statura ne riflette la pochezza d'animo. A lui interessa il soldo. Tutto quello che ha fatto--e che fa--lo fa per il soldo, a discapito di tutto e di tutti. Nella legalità e nell'illegalità. Guardatelo bene, e mandatelo nel girone che si merita.



3.

(Due soci sono seduti nel loro negozio di ferramenta nel centro di un piccolo paesino in nord-Italia. Approfittano di un momento di quiete durante la giornata per prendersi una meritata pausa.)


Pietro - Dove va Teresa tutta allegra?

Armando - La vedo passare ogni giorno di qua per una passeggiata lungo il fiume. Raccoglie fiori, erbe, e si rilassa.

Pietro - Ma non le è morto il marito sei settimane fa?

Armando - Sì.

Pietro - Mi sembra particolarmente a suo agio per una vedova fresca.

Armando - Che vuoi che ti dica? Si vede che non è stata una perdita così tragica.

Pietro - Sì, però mi ricordo di quando anni fa diceva che senza di lui lei si sarebbe uccisa. A vederla così, mi sembra piuttosto... viva.

Armando - E neanche tanto sull'orlo del suicidio.

Pietro - Anche mia moglie mi ha detto la stessa cosa tanti anni fa- (teatralmente)"se tu morissi, non potrei continuare a vivere."

Armando - Sì, anche mia moglie. L'importante è non crederci.

Pietro - Ma siamo così male, noi mariti?

Armando - Sì.

Pietro - Ma perché, scusa, io faccio il possibile per renderla felice.

Armando - Tu fai quello che faccio io: ti alzi, bevi un caffè, vai in bagno, vai al lavoro, torni, mangi, vai in bagno, ti bevi un due birre, e poi te ne vai a letto. E il giorno dopo è uguale.


(Pietro non dice niente. Si limita a riflettere.)


Armando - Per esempio, quand'è il vostro anniversario?

Pietro - Il 12 maggio.

Armando - Non quello di matrimonio. Quello del giorno in cui vi siete incontrati per la prima volta.

Pietro - E che ne so? Perché, tu quando hai incontrato tua moglie per la prima volta?

Armando - Nell'85, credo.

Pietro - Sì, ma la data precisa.

Armando - E che ne so? Non l'ho mai saputo.

Pietro - E allora?

Armando - Allora, mia moglie lo sa. Lo festeggiamo ogni anno. Andiamo al ristorante, mia moglie organizza qualcosa di carino, passiamo un bel momento... poi, il giorno dopo, è tutto come prima, e nel giro di quarantott'ore già non mi ricordo più quand'è il nostro anniversario.

Pietro - Ma stai parlando di voi due o di me e mia moglie?

Armando - Vedi? Noi mariti siamo un disastro. E quando moriamo, lei comincia a vivere. Sboccia come una rosa.

Pietro - Guarda che qualche volta cucino io, faccio la lavatrice...

Armando - E cosa cucini? Riso e ceci, come al tuo solito. E hai lavato quattro calzini? Che meraviglia di matrimonio, Pietro.

Pietro - E cosa dovrei fare per renderla felice, scusa?

Armando - Che ne so? Leggile una poesia ogni tanto. O meglio ancora, recitagliela. A memoria. Impara a suonare la chitarra e suonale una canzone. Entra nella doccia con giacca e cravatta addosso, non lo so, fai qualcosa che gridi "ti adoro!"

Pietro - Ma scusa, tu lo fai con tua moglie?

Armando - Io? No.

Pietro - E perché devo farlo io, se tu non lo fai?

Armando - Non devi. Però quando morirai, tua moglie tirerà un bel sospiro di sollievo.

Pietro - Se la mia tirerà un respiro di sollievo, lo tirerà anche la tua.

Armando - La mia non tirerà nessun sospiro di sollievo. La mia dichiarerà cento giorni di festa.

Pietro - Siamo proprio dei mariti di merda.

Armando - Birretta?

Pietro - Birretta.

Armando - A tua moglie.

Pietro - Alla tua.










DISCLAIMER-

These dialogues are a work of fiction. Names, characters, businesses, places, events, and incidents are the products of the author's imagination. Any resemblance to actual persons, living or dead, or actual events is purely coincidental.








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