Dialogues - "IF" + Subjunctive
- jpaoloni
- 21 hours ago
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Structure - "Se" + Imperfect Subjunctive (+ conditional).
Function - Make a hypothesis about the present/future.
(Due coniugi sulla cinquantina stanno cenando, in cucina, un normale venerdì sera.)
Marito - Devo farti una domanda.
Moglie - Fammela dopo. Ho voglia di mangiare in santa pace.
Marito - Era una domanda importante. Ogni volta che devo farti una domanda importante tu reagisci sempre come se fossi...
Moglie - Va bene, va bene, dai. Fammi questa domanda e finiamo di mangiare.
Marito - Ormai il momento è passato. Non c'è più l'atmosfera adatta.
Moglie - (Con tatto e molta pazienza) Amore, fammi la domanda, dai. Voglio sentire. Sono curiosa.
Marito - (Dopo un attimo di esitazione) È un po' che ci penso su. Se tu ti accorgessi che io non sono io, cosa faresti?
Moglie - (Dopo qualche secondo e un profondo respiro) E che ne so, mi fai sempre queste domande che non stanno né in cielo né in terra.
Marito - Per esempio, se in qualche modo scoprissi che sono un agente segreto, che non mi chiamo Dino...
Moglie - Amore...
Marito - ...e che magari ho anche ucciso degli uomini--tipo qualche altra spia--mi ameresti ancora?
Moglie - Ma perché dobbiamo perdere tempo a parlare di queste ipotesi assurde?
Marito - Ma perché devono essere assurde, scusa? Non posso essere un agente segreto, io?
Moglie - Se tu fossi un agente segreto, saresti quello con la migliore copertura del mondo: geometra a Sassoleone, frazione di Casalfiumanese, provincia di Bologna. Insospettabile.
Marito - Ma lascia stare queste cose. È ovvio che è un'ipotesi, e nell'ipotesi io non vivo a Sassoleone. Ostia.
Moglie - Ma se viviamo insieme a Sassoleone! Cosa facciamo, io vivo a Sassoleone e tu no?
Marito - Lascia perdere Sassoleone, Cristo di un Dio Santissimo. Mi ameresti ancora, o no?
Moglie - Direi proprio di no.
Marito - (È sorpreso per qualche secondo) Scusa, non capisco- scopri di avere James Bond per marito, e non mi ami più?
Moglie - Se permetti, sarei leggermente arrabbiata e delusa.
Marito - Va bene, delusa per un due o tre giorni, ma poi torneresti ad amarmi, no?
Moglie - Non so. Forse no. Adesso mangiamo, dai.
Marito - Perché hai detto "adesso mangiamo, dai" con quel tono?
Moglie - Ho solo detto, "adesso mangiamo, dai". Non c'era nessun tono.
Marito - No, lo hai detto con un tono di condiscendenza, come se fossi un mentecatto.
Moglie - (Con accondiscendenza) Non sei un mentecatto, Dino, dai...
Marito - Lisa, non farmi girare le Madonne, eh!
Moglie - (Spazientita ed estremamente irritata. Getta il tovagliolo sulla tavola) E allora la finiamo qua. Non sei un agente segreto, ti chiami Dino, e non hai ucciso nessuno. Chiuso il discorso.
Marito - Ah sì? E perché non avrei ucciso nessuno, scusa? In base a cosa?
Moglie - In base al fatto che l'altroieri ti sei versato il tè bollente sui pantaloni e hai bagnato tutta la poltrona e sembrava che ti fossi fatto la pipì addosso. E uno che si versa il tè bollente sui pantaloni e bagna la poltrona e sembra che si sia fatto la pipì addosso è uno che non uccide nessuno.
Marito - E allora invece ti dico che ho ucciso qualcuno. Erano due spie. Sovietiche. Nel '92. Forza, vediamo questa rabbia e delusione adesso.
Moglie - Non c'erano più spie sovietiche nel '92.
Marito - E allora era il '90.
(Dino abbassa lo sguardo sul piatto. Vedendolo, l'irritazione di Lisa scompare e lei prova tutto a un tratto un senso di infinita dolcezza per quell'ometto calvo e magrolino che appena la sera prima si era rifiutato di schiacciare uno scorpione che aveva trovato nella legnaia fuori in giardino.)
Moglie - Topino, facciamo pace, dai. Se fossi una spia, ti amerei lo stesso. Adesso finisci la minestra. Intanto ti tiro fuori un bel dolcetto dal frigo. Ho preso al Despar i budini alla vaniglia che ti piacciono tanto.
(Un uomo si avvicina a una donna seduta a un tavolino nel bar della stazione di Torino Porta Nuova)
Uomo - Salve.
Donna - Salve.
Uomo - Come reagirebbe se le dicessi che sono perdutamente innamorato di lei?
Donna - Reagirei molto male, quindi la prego di non dirmelo.
Uomo - Non glielo direi mai, non si preoccupi. Non sono così volgare e patetico.
Donna - Bravo.
Uomo - Se mi sedessi qua al suo tavolino, potremmo fare una chiacchierata.
Donna - Se si sedesse, sì. Ma visto che non si siederà, no.
Uomo - Sono molto ricco, sa, signorina?
Donna - Non si direbbe.
Uomo - Sono ricco dentro.
Donna - Ah, ecco.
Uomo - Ricco di passione, energia viva, pura...
Donna - Perché, c'è anche l'energia morta?
Uomo - Certo che c'è. Guardi quell'uomo lì, in piedi al bancone. O quell'altro che aspetta davanti alla toilette. Morti, morti, sono morti dentro. Deceduti nell'anima.
(Finora la donna non ha mai distolto lo sguardo dalla rivista che sta leggendo)
Uomo - Se le dedicassi una poesia, mi degnerebbe almeno di uno sguardo?
Donna - Tremo al solo pensiero di doverla guardare.
Uomo - (Declamando con voce impostata) Toglimi il pane se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso...
Donna - Mi da del 'tu' adesso?
Uomo - Ma no, signorina, è la poesia...
Donna - Bellissima, grazie. (Prende la borsetta e ci infila la rivista dentro, si alza, indossa la giacca, e degna l'uomo di un breve sguardo) Adesso scusi ma mi parte il treno.
(La donna si avvia velocemente verso i binari)
Uomo - (Tra sé e sé) Addio, mia adorata. La amo.
(Un uomo chiama il centralino del centro prenotazioni di una clinica privata)
Centralino - Buongiorno, Clinica CEOS, come posso aiutarla?
Uomo - Buongiorno, volevo un'informazione. Se prenotassi una visita col dottor Occhipinti per il venticinque di questo mese, troverei della disponibilità?
Centralino - Scusi, non ho capito, deve prenotare o non deve prenotare?
Uomo - Certo, devo prenotare. Appunto per quello le chiedevo l'informazione.
Centralino - Allora le prenoto il Dottor Occhipinti per il venticinque?
Uomo - No, volevo solo sapere nel caso che facessi la prenotazione, se ci sarebbe posto.
Centralino - La prenotazione può farla solo se c'è posto. Se non c'è posto, non può farla.
Uomo - Ho capito, non sono mica rimbambito.
Centralino - Me lo ha chiesto lei, abbia pazienza. Allora la prenoto per il venticinque?
Uomo - No, scusi, non prenoti niente per favore. Le stavo solo chiedendo.
Centralino - Va bene, allora il Dottor Occhipinti è libero il venticinque mattina alle dieci qualora decidesse di prenotare. Grazie e arriveder...
Uomo - Aspetti un attimo. E se chiamassi dopodomani, sarebbe sempre disponibile alle dieci?
Centralino - Signore, non ho la sfera di cristallo in dotazione. Se non prenota nessun'altro, il dottore sarà disponibile. Altrimenti, no.
Uomo - Va bene, allora mi prenoti un controllo per il venticinque alle dieci.
Centralino - Prostata?
Uomo - Per fortuna che non aveva la sfera di cristallo.
Centralino - Confermato il venticinque alle dieci per controllo prostatico. Grazie e buona giornata.
Uomo - A lei.

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