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Dialogues - "IF" + Subjunctive

  • jpaoloni
  • May 6
  • 5 min read
A man and a woman conversing at a train station cafè.
This is an AI-generated illustration. Content on my blog and channels never is.

Structure - "Se" + Imperfect Subjunctive (+ conditional).

Function - Make a hypothesis about the present/future.


(Due coniugi sulla cinquantina stanno cenando, in cucina, un normale venerdì sera.)


Marito - Devo farti una domanda.

Moglie - Fammela dopo. Ho voglia di mangiare in santa pace.

Marito - Era una domanda importante. Ogni volta che devo farti una domanda importante tu reagisci sempre come se fossi...

Moglie - Va bene, va bene, dai. Fammi questa domanda e finiamo di mangiare.

Marito - Ormai il momento è passato. Non c'è più l'atmosfera adatta.

Moglie - (Con tatto e molta pazienza) Amore, fammi la domanda, dai. Voglio sentire. Sono curiosa.

Marito - (Dopo un attimo di esitazione) È un po' che ci penso su. Se tu ti accorgessi che io non sono io, cosa faresti?

Moglie - (Dopo qualche secondo e un profondo respiro) E che ne so, mi fai sempre queste domande che non stanno né in cielo né in terra.

Marito - Per esempio, se in qualche modo scoprissi che sono un agente segreto, che non mi chiamo Dino...

Moglie - Amore...

Marito - ...e che magari ho anche ucciso degli uomini--tipo qualche altra spia--mi ameresti ancora?

Moglie - Ma perché dobbiamo perdere tempo a parlare di queste ipotesi assurde?

Marito - Ma perché devono essere assurde, scusa? Non posso essere un agente segreto, io?

Moglie - Se tu fossi un agente segreto, saresti quello con la migliore copertura del mondo: geometra a Sassoleone, frazione di Casalfiumanese, provincia di Bologna. Insospettabile.

Marito - Ma lascia stare queste cose. È ovvio che è un'ipotesi, e nell'ipotesi io non vivo a Sassoleone. Ostia.

Moglie - Ma se viviamo insieme a Sassoleone! Cosa facciamo, io vivo a Sassoleone e tu no?

Marito - Lascia perdere Sassoleone, Cristo di un Dio Santissimo. Mi ameresti ancora, o no?

Moglie - Direi proprio di no.

Marito - (È sorpreso per qualche secondo) Scusa, non capisco- scopri di avere James Bond per marito, e non mi ami più?

Moglie - Se permetti, sarei leggermente arrabbiata e delusa.

Marito - Va bene, delusa per un due o tre giorni, ma poi torneresti ad amarmi, no?

Moglie - Non so. Forse no. Adesso mangiamo, dai.

Marito - Perché hai detto "adesso mangiamo, dai" con quel tono?

Moglie - Ho solo detto, "adesso mangiamo, dai". Non c'era nessun tono.

Marito - No, lo hai detto con un tono di condiscendenza, come se fossi un mentecatto.

Moglie - (Con accondiscendenza) Non sei un mentecatto, Dino, dai...

Marito - Lisa, non farmi girare le Madonne, eh!

Moglie - (Spazientita ed estremamente irritata. Getta il tovagliolo sulla tavola) E allora la finiamo qua. Non sei un agente segreto, ti chiami Dino, e non hai ucciso nessuno. Chiuso il discorso.

Marito - Ah sì? E perché non avrei ucciso nessuno, scusa? In base a cosa?

Moglie - In base al fatto che l'altroieri ti sei versato il tè bollente sui pantaloni e hai bagnato tutta la poltrona e sembrava che ti fossi fatto la pipì addosso. E uno che si versa il tè bollente sui pantaloni e bagna la poltrona e sembra che si sia fatto la pipì addosso è uno che non uccide nessuno.

Marito - E allora invece ti dico che ho ucciso qualcuno. Erano due spie. Sovietiche. Nel '92. Forza, vediamo questa rabbia e delusione adesso.

Moglie - Non c'erano più spie sovietiche nel '92.

Marito - E allora era il '90.


(Dino abbassa lo sguardo sul piatto. Vedendolo, l'irritazione di Lisa scompare e lei prova tutto a un tratto un senso di infinita dolcezza per quell'ometto calvo e magrolino che appena la sera prima si era rifiutato di schiacciare uno scorpione che aveva trovato nella legnaia fuori in giardino.)


Moglie - Topino, facciamo pace, dai. Se fossi una spia, ti amerei lo stesso. Adesso finisci la minestra. Intanto ti tiro fuori un bel dolcetto dal frigo. Ho preso al Despar i budini alla vaniglia che ti piacciono tanto.



(Un uomo si avvicina a una donna seduta a un tavolino nel bar della stazione di Torino Porta Nuova)


Uomo - Salve.

Donna - Salve.

Uomo - Come reagirebbe se le dicessi che sono perdutamente innamorato di lei?

Donna - Reagirei molto male, quindi la prego di non dirmelo.

Uomo - Non glielo direi mai, non si preoccupi. Non sono così volgare e patetico.

Donna - Bravo.

Uomo - Se mi sedessi qua al suo tavolino, potremmo fare una chiacchierata.

Donna - Se si sedesse, sì. Ma visto che non si siederà, no.

Uomo - Sono molto ricco, sa, signorina?

Donna - Non si direbbe.

Uomo - Sono ricco dentro.

Donna - Ah, ecco.

Uomo - Ricco di passione, energia viva, pura...

Donna - Perché, c'è anche l'energia morta?

Uomo - Certo che c'è. Guardi quell'uomo lì, in piedi al bancone. O quell'altro che aspetta davanti alla toilette. Morti, morti, sono morti dentro. Deceduti nell'anima.


(Finora la donna non ha mai distolto lo sguardo dalla rivista che sta leggendo)


Uomo - Se le dedicassi una poesia, mi degnerebbe almeno di uno sguardo?

Donna - Tremo al solo pensiero di doverla guardare.

Uomo - (Declamando con voce impostata) Toglimi il pane se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso...

Donna - Mi da del 'tu' adesso?

Uomo - Ma no, signorina, è la poesia...

Donna - Bellissima, grazie. (Prende la borsetta e ci infila la rivista dentro, si alza, indossa la giacca, e degna l'uomo di un breve sguardo) Adesso scusi ma mi parte il treno.


(La donna si avvia velocemente verso i binari)


Uomo - (Tra sé e sé) Addio, mia adorata. La amo.



(Un uomo chiama il centralino del centro prenotazioni di una clinica privata)


Centralino - Buongiorno, Clinica CEOS, come posso aiutarla?

Uomo - Buongiorno, volevo un'informazione. Se prenotassi una visita col dottor Occhipinti per il venticinque di questo mese, troverei della disponibilità?

Centralino - Scusi, non ho capito, deve prenotare o non deve prenotare?

Uomo - Certo, devo prenotare. Appunto per quello le chiedevo l'informazione.

Centralino - Allora le prenoto il Dottor Occhipinti per il venticinque?

Uomo - No, volevo solo sapere nel caso che facessi la prenotazione, se ci sarebbe posto.

Centralino - La prenotazione può farla solo se c'è posto. Se non c'è posto, non può farla.

Uomo - Ho capito, non sono mica rimbambito.

Centralino - Me lo ha chiesto lei, abbia pazienza. Allora la prenoto per il venticinque?

Uomo - No, scusi, non prenoti niente per favore. Le stavo solo chiedendo.

Centralino - Va bene, allora il Dottor Occhipinti è libero il venticinque mattina alle dieci qualora decidesse di prenotare. Grazie e arriveder...

Uomo - Aspetti un attimo. E se chiamassi dopodomani, sarebbe sempre disponibile alle dieci?

Centralino - Signore, non ho la sfera di cristallo in dotazione. Se non prenota nessun'altro, il dottore sarà disponibile. Altrimenti, no.

Uomo - Va bene, allora mi prenoti un controllo per il venticinque alle dieci.

Centralino - Prostata?

Uomo - Per fortuna che non aveva la sfera di cristallo.

Centralino - Confermato il venticinque alle dieci per controllo prostatico. Grazie e buona giornata.

Uomo - A lei.






DISCLAIMER-

These dialogues are a work of fiction. Names, characters, businesses, places, events, and incidents are the products of the author's imagination. Any resemblance to actual persons, living or dead, or actual events is purely coincidental.











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